Calypso Salute - Fisioterapia Riabilitazione Reggio Emilia

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Quale attività per il mal di schiena?

La maggior parte delle persone soffre, o ha sofferto, di mal di schiena.
La nostra prima risposta a questo tipo di fastidio è quella di cercare di arginare il dolore con un antidolorifico, ma spesso non basta: è necessario pertanto comprendere le cause sottostanti il problema e risolverle con interventi precisi e mirati.

In particolare, dovremmo seguire i seguenti passaggi:

Individuazione delle cause
Modificazione delle proprie abitudini scorrette.
Attività svolta con personale esperto, per evitare di incrementare i danni subiti dalla colonna.
Consolidamento dei risultati ottenuti.

Partiamo però dall’inizio: cosa causa il nostro mal di schiena?
Diverse possono essere le motivazioni, che potremmo riassumere in due categorie: stili di vita non corretti e patologie vere e proprie.
Nel primo caso, parliamo di dolori insorti a causa di cattive posture che assumiamo, anche involontariamente, nella vita di tutti i giorni: si tratta sia di movimenti sbagliati che di posture non corrette nella guida, davanti al pc o in gravidanza, dello svolgimento di lavori usuranti, di sovrappeso, utilizzo prolungato di scarpe con tacchi troppo alti, stress e stile di vita sedentario.
Nel secondo caso, invece, ci troviamo davanti a dolori causati da patologie, quali cervicalgie, artrosi, scoliosi, spondilolistesi, discopatie, protrusioni o altre anomalie della colonna, nonché dal recupero post-operatorio successivo ad interventi, quali ernie discali o laminectomie.

La presa di consapevolezza del proprio problema è il primo passo verso la risoluzione: per questo motivo è necessario fin da subito modificare le proprie abitudini, migliorando la postura assunta durante il giorno, sia sul luogo di lavoro (ad esempio il modo di sedere alla scrivania o di sollevare e movimentare pesi), sia nello svolgimento delle attività casalinghe (come nello stiro o nelle pulizie con l’aspirapolvere).

Tuttavia, questo approccio corretto alla propria postura non risulta essere sufficiente, ed assume sempre più importanza il ruolo che un esperto può avere sia nella fase di gestione del dolore, che nella successiva fase di mantenimento. Una persona esperta infatti è in grado di comprendere il problema, e guidarci passo a passo verso la risoluzione, senza rischiare di causare maggiori danni.

Il primo passo consigliato, in quest’ottica, è l’attività in acqua di cosiddetto “recupero funzionale”. Questo tipo di attività viene praticato in acqua calda, e permette, sempre sotto diretta sorveglianza, di allentare le tensioni muscolari esistenti, garantendo un completo scarico della colonna con allungamento soprattutto della catena cinetica posteriore.
Per queste sue caratteristiche l’attività in acqua è sicuramente indicata per tutte le tipologie di disturbi alla schiena, compresa l’attività di mantenimento successiva ai trattamenti fisioterapici post-intervento.

In caso di piccole problematiche alla colonna vertebrale quali contratture, lombalgie e protrusioni, la sensazione di benessere può essere percepita anche dopo poche sedute, grazie alle attività di trazioni della colonna vertebrale ed agli esercizi di potenziamento che è possibile svolgere. Questa sensazione di benessere viene poi consolidata con l’attività ripetuta nel tempo.

In presenza di patologie più complesse, croniche o di recupero post-operatorio (ad esempio post interventi di stenosi spinale, verteroplastiche, ernie discali o laminectomie), il miglioramento sarà progressivamente percepito attraverso un’attività protratta nel corso delle settimane e svolta in modo continuo. L’approccio utilizzato sarà infatti in questo caso di tipo conservativo, che permetta il progressivo recupero delle proprie funzionalità e la diminuzione del dolore.

Infine, le attività svolte in acqua con personale specializzato, permettono un recupero della condizione posturale corretta attraverso attività di potenziamento di tutti i muscoli, non solo della colonna: la schiena, infatti, deve essere supportata da adeguata muscolatura addominale e dorsale, nonché di glutei e gambe.

Successivamente alla fase di attività svolta in acqua calda (o, perché no, contestualmente a tale attività), risulta parimenti importante lo svolgimento di un’attività di “recupero funzionale a terra”, sempre svolta con l’assistenza di personale qualificato: il rischio, infatti, potrebbe essere quello di assumere atteggiamenti scorretti che in un primo momento ci portano una sensazione di sollievo, ma che in realtà causano danni, anche irreversibili, alla colonna.

Con l’attività in palestra diventa ancora più importante lo stretching delle diverse fasce muscolari, nonché il loro potenziamento, grazie al quale è possibile consolidare i risultati ottenuti con il lavoro svolto in piscina. Il lavoro a terra permette, in senso più ampio, di poter effettuare un vero e proprio ricondizionamento della propria postura, causa iniziale del nostro “mal di schiena”.